
Il 2 aprile, da molti anni, è una giornata dedicata alla sindrome dell’autismo. E anche noi, Vicolo delle News, abbiamo voluto dedicare una riflessione su questa giornata e sull’attenzione che i mass media rivolgono a questa sindrome. Di autismo si discute tanto perché ormai molto diffuso, anche se conosciuto dai più in maniera superficiale. Bisognerebbe infatti parlare con correttezza e in maniera specifica di “spettro autistico”, dato che di esso esistono diverse forme e diversi gradi.
Si va da un autismo di grado leggero, come la sindrome di Asperger a uno di tipo medio, fino a un livello di tipo grave. È proprio questo ventaglio di manifestazioni della sindrome che rende assai diversa la qualità di vita del soggetto autistico e di chi vive con lui.
I ragazzi Asperger raggiungono livelli soddisfacenti nella propria esistenza: lavorano, studiano, vivono anche da soli. Di questi belli e incoraggianti esempi sono pieni i film, i programmi televisivi, i servizi giornalistici in onda il 2 aprile.
Poi ci sta la parte opposta del ventaglio: ragazzi autistici molto gravi, spesso non verbali, nella maggior parte dei casi poco autonomi, aggressivi oppure autolesionisti.
Di loro in televisione non c’è traccia. L’unico film che ne parla in maniera vera e onesta è un film degli anni novanta e americano “La madre di David”. Questa pellicola è la rappresentazione corretta di come una famiglia vive con un ragazzo autistico grave. In questi casi i genitori affrontano con coraggio un’esistenza dedicata in maniera totale al benessere del proprio figlio. Nulla è più come prima per queste famiglie.
L’autismo diventa il protagonista assoluto delle scelte dell’esistenza di tutti i componenti della famiglia. Non solo dei genitori, ma anche dei fratelli dei ragazzi autistici. I cosiddetti siblings trascorreranno tutta la vita con il pensiero di aiutare al meglio possibile il loro amato fratello o sorella con questa sindrome. Nel film citato, la madre compie una scelta coraggiosa e inevitabile. Affida suo figlio ad una struttura specializzata dove lui acquisirà autonomie e imparerà a vivere senza di lei. Una scelta dolorosa, che ti fa lacerare il cuore. E molte madri di ragazzi disabili questo coraggio non ce l’hanno. Ma è un passaggio della vita che si può solo rimandare ma non evitare. Purtroppo ci sono casi di cronaca dove i genitori hanno posto fine alla propria esistenza e a quella del figlio disabile. Hanno pensato che per i propri figli non c’era alcuna possibilità di vivere senza di loro.
Ecco il 2 aprile noi lo dedichiamo anche a queste famiglie. A quella parte più grave dell’autismo che i mass media non mostrano nei servizi giornalistici per non suscitare nella gente avversione verso questa sindrome. Perché ancora in molti hanno paura e diffidenza verso i ragazzi autistici. E questi sentimenti si manifestano soprattutto in ambito scolastico con la diffidenza che certi genitori manifestano per la presenza di uno studente autistico in classe.
Lo dedichiamo a quelle famiglie che trascorrono tutte le festività da soli con il proprio figlio perché i parenti spesso li cancellano dalle loro conoscenze.
Lo dedichiamo a quelle madri che hanno messo davanti al proprio egoismo d’amore gli interessi del figlio e lo hanno affidato alle cure di una struttura dove lui può imparare ad essere autonomo e ad abituarsi al fatto che un giorno i suoi genitori non ci saranno più.
Questo giorno è per tutti voi!
by emmaforever
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